28.5 Amburgo - Jolly Roger
di Luca
Finalmente Amburgo! Sono 5 tour che la rincorriamo. E non imprta se non sappiamo ancora in che locale suoneremo stasera e se ci hanno concermato la data solo ieri sera via sms. E´Amburgo, anzi St. Pauli.
Se penso ai 700 km di furgone che ci aspettano, piu´il concerto che dobbiamo fare per il documentario mi viene la nausea, ma piu´probabilmente questa nausea e´dovuta alla nottata precedente... Meglio non pensarci e trovare una posizione comoda per addormentarsi in furgone.
Arriviamo a St. Pauli mentre Turchia ed Estonia stanno finendo di affrontarsi sul campo e Massimo, il nostro local promoter ci viene incontro sorridente, nonostante il nostro ritardo, ad un distributore di benzina vicino allo stadio.
(to be continued)
martedì 30 maggio 2006
27.5 Zittau - Cafè Emil (Parte II)
di Yuri
Piove a intermittenza dall'inizio del tour; un cielo carico di nuvole incazzate si alterna a rapide schiarite. Gli acquazzoni arrivano solo nei rari momenti in cui scendiamo dal furgone. Per il resto è caldo umido che si appiccica ai vestiti.
Il paesaggio intorno a noi non è più quello da favola della Baviera; le case colorate hanno lasciato posto all' arancione pallido dei casermoni in mattoni a vista. Sembra che non siano mai stati nuovi a vederli scorrere cosí, uno dietro l´altro lungo la strada. L´aria e´ piu´rarefatta da queste parti: e´l´est! Pale eoliche che tagliano l´aria ai bordi dell´autostrada imprigionate tra campi di patate.
Sono passati 17 anni dalla caduta del muro di Berlino e, al di la di qualche Trabrant che si affaccia timidamente a un incrocio e a qualche vecchi insegna su edifici fatiscenti, apparentemente sembra non essere rimasta traccia della DDR.
Ma quell´atmosfera di congelamento forzato che questa zona d´Europa ha vissuto per 40 anni non si cancella con qualche Mc Donald´s qua e la. Pochi cazzi.
Zittau e´come un enclave che si incunea al confine tra Germania, Repubblica Ceca e Polonia. Ci arriviamo che e´gia´piomeriggio inoltrato e - tenetevi forte - una volta tanto siamo quasi in orario. Ci aspettano tutti nel grande piazzale sterrato del Cafe Emil. Le enormi pozzanghere lo rendono piu´una paulde che un parcheggio. I caldi abbracci che ci rivolgono i presenti ci spiazzano e rinfrancano. Questa sera suoneremo con i D.H di Lipsia ed un gruppo di polacchi dalle facce scure e dal nome impronunciabile.
Philipp, bassista dei D.H e´il primo a venirci incontro. Senza i suoi sbattimenti non ci sarebbero stati ne´questo ne´altri tour per i Minnie´s in Germania. Ci dice che i polacchi sono stati aggiunti all´ultimo minuto. Nel primo pomeriggio hanno incontrato il local promoter a un incontro di calcio li´vicino e si sono accordati per suonare stasera: cose che capitano da queste parti... Adesso capiamo meglio il calore dei loro saluti, siamo gli unici con tutto il back-line.
Il posto sembra figo. Su un lato della facciata, accanto all´ingresso principale, si arrampica una scala ripidissima che sale a una finestra al primo piano: da li´si accede al bar, giusto affianco alla sala concerti.
I ragazzi del Cafe Emil sono tutti giovanissimi e ci vorrebbe qualche minuto in piu´per godersi con loro il sole che nel frattempo si e´fatto spazio tra le nuove, ma i tempi stretti del tour ci impongono di correre, scaricare, montare, provare, lamentarsi del suono, e rismontare tutto per lasciare spazio alle altre band. Tutto questo richiede 15 minuti.
Quando tocca a noi (dopo un interminabile set dei polacchi) saliamo sul palco felici e carichissimi. Il palco e´perfetto: il nostro set e´un mix di pezzi vecchi e nuovi e il pubblico, abbastanza numeroso sembra apprezzare. Le uniche pause le prendiamo per asciugarci il sudore e stappare una birra al volo...
Birra e chiacchere sono una costante nei nostri dopo concerto e Zittau non fa eccezione. Qualcuno dei nostri addirittura balla fino al sorgere del sole. Alle cinque, sfiniti, ci sdraiamo nello stanzone al primo piano per svegliarci cinque ore dopo accompagnati dal russare dolby surround dei polacchi... e noi che ci lamentavamo di Dani. Ci sveglia la ragazzona bionda che ha festeggiato tutta notte il suo diciottesimo compleanno con tre bottiglie di vodka e una goccia di orangesaft. Nonostante tutto ha un´aria freschissima. Sorride e tiene in braccio tre enormi sacchi di pane caldo. Il caffe´gia´pronto... colazione al volo e via. I ragazzi del Cafe Emil ci salutano dalla scala ripida, proprio come al nostro arrivo.
Saltiamo sul furgone e via, si va ad Amburgo!
di Yuri
Piove a intermittenza dall'inizio del tour; un cielo carico di nuvole incazzate si alterna a rapide schiarite. Gli acquazzoni arrivano solo nei rari momenti in cui scendiamo dal furgone. Per il resto è caldo umido che si appiccica ai vestiti.
Il paesaggio intorno a noi non è più quello da favola della Baviera; le case colorate hanno lasciato posto all' arancione pallido dei casermoni in mattoni a vista. Sembra che non siano mai stati nuovi a vederli scorrere cosí, uno dietro l´altro lungo la strada. L´aria e´ piu´rarefatta da queste parti: e´l´est! Pale eoliche che tagliano l´aria ai bordi dell´autostrada imprigionate tra campi di patate.
Sono passati 17 anni dalla caduta del muro di Berlino e, al di la di qualche Trabrant che si affaccia timidamente a un incrocio e a qualche vecchi insegna su edifici fatiscenti, apparentemente sembra non essere rimasta traccia della DDR.
Ma quell´atmosfera di congelamento forzato che questa zona d´Europa ha vissuto per 40 anni non si cancella con qualche Mc Donald´s qua e la. Pochi cazzi.
Zittau e´come un enclave che si incunea al confine tra Germania, Repubblica Ceca e Polonia. Ci arriviamo che e´gia´piomeriggio inoltrato e - tenetevi forte - una volta tanto siamo quasi in orario. Ci aspettano tutti nel grande piazzale sterrato del Cafe Emil. Le enormi pozzanghere lo rendono piu´una paulde che un parcheggio. I caldi abbracci che ci rivolgono i presenti ci spiazzano e rinfrancano. Questa sera suoneremo con i D.H di Lipsia ed un gruppo di polacchi dalle facce scure e dal nome impronunciabile.
Philipp, bassista dei D.H e´il primo a venirci incontro. Senza i suoi sbattimenti non ci sarebbero stati ne´questo ne´altri tour per i Minnie´s in Germania. Ci dice che i polacchi sono stati aggiunti all´ultimo minuto. Nel primo pomeriggio hanno incontrato il local promoter a un incontro di calcio li´vicino e si sono accordati per suonare stasera: cose che capitano da queste parti... Adesso capiamo meglio il calore dei loro saluti, siamo gli unici con tutto il back-line.
Il posto sembra figo. Su un lato della facciata, accanto all´ingresso principale, si arrampica una scala ripidissima che sale a una finestra al primo piano: da li´si accede al bar, giusto affianco alla sala concerti.
I ragazzi del Cafe Emil sono tutti giovanissimi e ci vorrebbe qualche minuto in piu´per godersi con loro il sole che nel frattempo si e´fatto spazio tra le nuove, ma i tempi stretti del tour ci impongono di correre, scaricare, montare, provare, lamentarsi del suono, e rismontare tutto per lasciare spazio alle altre band. Tutto questo richiede 15 minuti.
Quando tocca a noi (dopo un interminabile set dei polacchi) saliamo sul palco felici e carichissimi. Il palco e´perfetto: il nostro set e´un mix di pezzi vecchi e nuovi e il pubblico, abbastanza numeroso sembra apprezzare. Le uniche pause le prendiamo per asciugarci il sudore e stappare una birra al volo...
Birra e chiacchere sono una costante nei nostri dopo concerto e Zittau non fa eccezione. Qualcuno dei nostri addirittura balla fino al sorgere del sole. Alle cinque, sfiniti, ci sdraiamo nello stanzone al primo piano per svegliarci cinque ore dopo accompagnati dal russare dolby surround dei polacchi... e noi che ci lamentavamo di Dani. Ci sveglia la ragazzona bionda che ha festeggiato tutta notte il suo diciottesimo compleanno con tre bottiglie di vodka e una goccia di orangesaft. Nonostante tutto ha un´aria freschissima. Sorride e tiene in braccio tre enormi sacchi di pane caldo. Il caffe´gia´pronto... colazione al volo e via. I ragazzi del Cafe Emil ci salutano dalla scala ripida, proprio come al nostro arrivo.
Saltiamo sul furgone e via, si va ad Amburgo!
sabato 27 maggio 2006
Tour blog
in collaborazione con www.munnezza.it
25.5 Milano – Via Sismondi
di Luca
Il tour comincia sempre un giorno prima della partenza. Non importa da quanto tempo stai progettando il tuo percorso, se hai già i dettagli di ogni data, se hai caricato il furgone.
La sensazione è sempre e comunque quella caotica da ultimo giro di regali, la sera della vigilia di Natale. Hai presente quando ti accorgi che ti restano ancora quelle 2/3 cose fondamentali da comprare e sono le 7 di sera? Coi negozi che stanno tutti per chiudere, ma tu sei ancora lì, con quel fottuto, inutile oggetto da prendere a tutti i costi…
In realtà, sai già che una volta caricato sul furgone, quel fottutissimo oggetto che stai cercando (che sia un jack, una muta di corde o il cavalletto di camera) finirà sotto chili di altra varia strumentazione, dimenticato per giorni. Confuso con tutto il resto. Eppure, credetemi, c’è sempre un momento durante il viaggio in cui quell’oggettucolo ti salva la vita. E’ per questo che non ne puoi fare a meno.
Sono le 2.30 del mattino quando abbiamo finito di raccogliere tutto il materiale che ci servirà. Questa volta abbiamo deciso di complicarci ulteriormente la vita visto che 9 date per un totale di 4000 km. da percorrere in 9 giorni evidentemente non ci bastavano.
Abbiamo spesso pensato che fosse una buona idea raccontare in qualche modo tutti gli incontri e le dinamiche di un tour. Ci sono personaggi incredibili che attraversano questo mondo: promoter, band, gente coinvolta nella musica. Persone che proprio attraverso la passione per la musica hanno scelto uno stile di vita diverso. Noi che di solito siamo solo spettatori privilegiati di questo spettacolo, abbiamo deciso di farci “mezzo” per fotografare la situazione. Abbiamo fatto un po’ di spazio nel furgone e abbiamo raggiunto quota sette persone: 4 suonano, 2 riprendono, 1 controlla i suoni delle immagini e della nostra musica.
E’ da qui che inizia la storia di questo nuovo tour: le canzoni da suonare per i nostri concerti, più le immagini da riprendere per un documentario sulla musica indipendente.
26.5 Wuerzburg – Immerhin
di Luca
L’appuntamento è fissato nella nostra sala prove alle 9 del mattino. Dobbiamo riprendere il primo carico del furgone. Più che altro perché sappiamo che non sarà mai più così ordinato, né così pulito per le prossime due settimane e bisogna celebrare il momento. Sono quasi le 11 quando siamo pronti e il ritardo è già forte…
(Rui) Milano è bellissima quando vai via, è viverla il problema… ma per 10 giorni questo non sarà un nostro problema. E’ la sesta volta che i Minnie’s suonano in Germania, la prima con me alla batteria. Dai racconti che mi hanno fatto in questi giorni ci sarà da sudare, tanto, ma quel sudare che gocciola soddisfazione. Appena superato il confino con la Svizzera comincia a piovere fortissimo.
Diluvia con raffiche di vento che non ci toccano. Non vi abbiamo ancora raccontato che a sto giro abbiamo uno Sprinter invece dei soliti scassoni. Sembriamo quasi un gruppo vero.
Wuerzburg è l’ideale che tutti noi abbiamo della Germania. Casette colorate, senso d’ordine vuoto e freddo. Il locale dove suoniamo si chiama Immerhin, ed è proprio quello che ci vuole per la prima data di un tour: piccolo, caldissimo, ma ospitale al massimo. Marko è il nostro promoter. Ha organizzato questa e le tre date precedenti dei Minnie’s qui a Wuerzburg. Gestisce il locale da quasi 4 anni è un amico di vecchia data e non ci fa mancare nulla (una cassa di birra). Quando montiamo gli strumenti e proviamo i suoni sono già le nove di sera. Giusto il tempo di mangiare un boccone e bere due birra che i Wallace, il primo gruppo della serata, hanno già iniziato. Noi suoniamo per terzi, dopo di loro e i Verrbrante Erde.
(Rui)E’ una strana sensazione, ma è solo quando partiamo con il primo pezzo che mi rendo conto di essere qui solo per questo: non è solo un viaggio, ma suonare prima di qualsiasi altra cosa. Non riesco a pensare a nulla: vado in automatico.
Il pubblico è caldo, guardo le schiene dei ragazzi che sono davanti a me e sono caldi anche loro.
Suoniamo ferratissimi, non ci fermiamo quasi tra un pezzo e l’altro. Ne facciamo 12 in tutto, compreso un bis ed è trasporto puro. Andremmo avanti, ma abbiamo finito i pezzi e a dire il vero, mi sento esausto. Penso che alla fine non abbiamo suonato né bene né male. Abbiamo suonato bello.
27.5 Zittau – Cafè Emil
di Luca
Dormiamo nel locale dove abbiamo suonato, coi sacchi a pelo a un passo dal piccolo palco dell’Immerhin, ma la sveglia suona presto. La cugina di Marko si sposa oggi e lui ci ha chiesto un passaggio per raggiungere casa sua. Per un pelo rischiamo di ritrovarci a un matrimonio tedesco. Anzi, a un matrimonio bavarese (che è peggio) ma la strada per Zittau è davvero lunga, oltre 600 km. da percorrere in fretta per essere al Cafè Emil (il posto dove dobbiamo suonare stasera) entro le 6. Questo ci costringe a un passaggio veloce alla città natale di Marko, Poppenroth/Bad Kissingen.
Al momento siamo proprio qui, al Cafe Emil, alle prese con una tastiera piena di dieresi e tre casse di birra. Siamo gente che ama i cliche insomma. Domani vediamo di raccontarvi qualcosa di nuovo… Si va ad Amburgo!
in collaborazione con www.munnezza.it
25.5 Milano – Via Sismondi
di Luca
Il tour comincia sempre un giorno prima della partenza. Non importa da quanto tempo stai progettando il tuo percorso, se hai già i dettagli di ogni data, se hai caricato il furgone.
La sensazione è sempre e comunque quella caotica da ultimo giro di regali, la sera della vigilia di Natale. Hai presente quando ti accorgi che ti restano ancora quelle 2/3 cose fondamentali da comprare e sono le 7 di sera? Coi negozi che stanno tutti per chiudere, ma tu sei ancora lì, con quel fottuto, inutile oggetto da prendere a tutti i costi…
In realtà, sai già che una volta caricato sul furgone, quel fottutissimo oggetto che stai cercando (che sia un jack, una muta di corde o il cavalletto di camera) finirà sotto chili di altra varia strumentazione, dimenticato per giorni. Confuso con tutto il resto. Eppure, credetemi, c’è sempre un momento durante il viaggio in cui quell’oggettucolo ti salva la vita. E’ per questo che non ne puoi fare a meno.
Sono le 2.30 del mattino quando abbiamo finito di raccogliere tutto il materiale che ci servirà. Questa volta abbiamo deciso di complicarci ulteriormente la vita visto che 9 date per un totale di 4000 km. da percorrere in 9 giorni evidentemente non ci bastavano.
Abbiamo spesso pensato che fosse una buona idea raccontare in qualche modo tutti gli incontri e le dinamiche di un tour. Ci sono personaggi incredibili che attraversano questo mondo: promoter, band, gente coinvolta nella musica. Persone che proprio attraverso la passione per la musica hanno scelto uno stile di vita diverso. Noi che di solito siamo solo spettatori privilegiati di questo spettacolo, abbiamo deciso di farci “mezzo” per fotografare la situazione. Abbiamo fatto un po’ di spazio nel furgone e abbiamo raggiunto quota sette persone: 4 suonano, 2 riprendono, 1 controlla i suoni delle immagini e della nostra musica.
E’ da qui che inizia la storia di questo nuovo tour: le canzoni da suonare per i nostri concerti, più le immagini da riprendere per un documentario sulla musica indipendente.
26.5 Wuerzburg – Immerhin
di Luca
L’appuntamento è fissato nella nostra sala prove alle 9 del mattino. Dobbiamo riprendere il primo carico del furgone. Più che altro perché sappiamo che non sarà mai più così ordinato, né così pulito per le prossime due settimane e bisogna celebrare il momento. Sono quasi le 11 quando siamo pronti e il ritardo è già forte…
(Rui) Milano è bellissima quando vai via, è viverla il problema… ma per 10 giorni questo non sarà un nostro problema. E’ la sesta volta che i Minnie’s suonano in Germania, la prima con me alla batteria. Dai racconti che mi hanno fatto in questi giorni ci sarà da sudare, tanto, ma quel sudare che gocciola soddisfazione. Appena superato il confino con la Svizzera comincia a piovere fortissimo.
Diluvia con raffiche di vento che non ci toccano. Non vi abbiamo ancora raccontato che a sto giro abbiamo uno Sprinter invece dei soliti scassoni. Sembriamo quasi un gruppo vero.
Wuerzburg è l’ideale che tutti noi abbiamo della Germania. Casette colorate, senso d’ordine vuoto e freddo. Il locale dove suoniamo si chiama Immerhin, ed è proprio quello che ci vuole per la prima data di un tour: piccolo, caldissimo, ma ospitale al massimo. Marko è il nostro promoter. Ha organizzato questa e le tre date precedenti dei Minnie’s qui a Wuerzburg. Gestisce il locale da quasi 4 anni è un amico di vecchia data e non ci fa mancare nulla (una cassa di birra). Quando montiamo gli strumenti e proviamo i suoni sono già le nove di sera. Giusto il tempo di mangiare un boccone e bere due birra che i Wallace, il primo gruppo della serata, hanno già iniziato. Noi suoniamo per terzi, dopo di loro e i Verrbrante Erde.
(Rui)E’ una strana sensazione, ma è solo quando partiamo con il primo pezzo che mi rendo conto di essere qui solo per questo: non è solo un viaggio, ma suonare prima di qualsiasi altra cosa. Non riesco a pensare a nulla: vado in automatico.
Il pubblico è caldo, guardo le schiene dei ragazzi che sono davanti a me e sono caldi anche loro.
Suoniamo ferratissimi, non ci fermiamo quasi tra un pezzo e l’altro. Ne facciamo 12 in tutto, compreso un bis ed è trasporto puro. Andremmo avanti, ma abbiamo finito i pezzi e a dire il vero, mi sento esausto. Penso che alla fine non abbiamo suonato né bene né male. Abbiamo suonato bello.
27.5 Zittau – Cafè Emil
di Luca
Dormiamo nel locale dove abbiamo suonato, coi sacchi a pelo a un passo dal piccolo palco dell’Immerhin, ma la sveglia suona presto. La cugina di Marko si sposa oggi e lui ci ha chiesto un passaggio per raggiungere casa sua. Per un pelo rischiamo di ritrovarci a un matrimonio tedesco. Anzi, a un matrimonio bavarese (che è peggio) ma la strada per Zittau è davvero lunga, oltre 600 km. da percorrere in fretta per essere al Cafè Emil (il posto dove dobbiamo suonare stasera) entro le 6. Questo ci costringe a un passaggio veloce alla città natale di Marko, Poppenroth/Bad Kissingen.
Al momento siamo proprio qui, al Cafe Emil, alle prese con una tastiera piena di dieresi e tre casse di birra. Siamo gente che ama i cliche insomma. Domani vediamo di raccontarvi qualcosa di nuovo… Si va ad Amburgo!
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