IL FANNULLONE
Scommetto che stamattina, accalcati/accaldati alla solita fermata del metrò avete pensato che quest'anno il freddo è arrivato presto e che Milano fa schifo.
Peccato... vi sbagliate.
Stanotte verso l'1 era splendida e dolce.
Una città dove incontrare chiunque, una notte calda.
Da indossare una felpa e uscire tranquilli.
E' che voi la sera non uscite più. E' un peccato...
Ci avete mai fatto caso che la notte le sigarette durano di più?
" Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente. Tu vaghi per le strade quasi tutta la notte sognando mille favole di gloria e di vendette racconti le tue storie a pochi uomini ormai stanchi che ridono fissandoti con vuoti sguardi bianchi tu reciti una parte fastidiosa alla gente facendo della vita una commedia divertente. -Ho anche provato a lavorare senza risparmio mi diedi da fare ma il sol risultato dell'esperimento fu della fame un tragico aumento non si risenta la gente per bene se non mi adatto a portar le catene. Ti diedero lavoro in un grande ristorante a lavare gli avanzi della gente elegante ma tu dicevi -il cielo è la mia unica fortuna e l'acqua dei piatti non rispecchia la luna tornasti a cantar storie lungo strade di notte sfidando il buon umore delle tue scarpe rotte. -Non sono poi quel cagnaccio malvagio senza morale straccione e randagio che si accontenta di un osso bucato con affettuoso disprezzo gettato al fannullone sa battere il cuore il cane randagio ha trovato il suo amore. Pensasti al matrimonio come al giro di una danza amasti la tua donna come un giorno di vacanza hai preso la tua casa per rifugio alla tua fiacca per un attaccapanni a cui appendere la giacca e la tua dolce sposa consolò la sua tristezza cercando tra la gente chi le offrisse tenerezza. È andata via senza fare rumore forse cantando una storia d'amore la raccontava ad un mondo ormai stanco che camminava distratto al suo fianco lei tornerà in una notte d'estate l'applaudiranno le stelle incantate rischiareranno dall'alto i lampioni la strana danza di due fannulloni la luna avrà dell'argento il colore sopra la schiena dei gatti in amore". De Andrè, 1969
lunedì 23 ottobre 2006
mercoledì 18 ottobre 2006
I MINNIE'S VANNO A SCUOLA
Dal momento che non riesco a passare i miei, ho pensato di aiutare qualcun'altro a superare i suoi esami scolastici... Così stasera i Minnie's vanno a scuola per registrare un pezzo nuovo (titolo provvisorio "Lasciatemi"). La scuola è la SAE di Milano, mica una qualsiasi...
Si parla di una prestigiosa Università dei tecnici del suono riconosciuta in tutto il mondo, in cui giovani aspiranti disoccupati (spesso talentuosi) imparano come registrare i dischi o i live di altri giovani aspiranti disoccupati (un pò meno spesso talentuosi).
Nel caso specifico, Michele (il nostro fonico/benefattore) ci ha affidato il compito di rovinarsi l'esame di fine corso concedendoci la possibilità di registrare GRATIS (parola che ci accende quasi quanto la parola SESSO) un pezzo e vederlo mixato dalle sue abili mani e quelle del suo tutor. Non ho ancora capito se poi noi possiamo scegliere quello che ci piace di più o ci danno due buste da scegliere tipo "Affari Tuoi".
Il bello è che si registra su questo banco
(per i geek all'ascolto: Neve 88D)
Il brutto è che non possiamo suonare tutti insieme perchè non c'è abbastanza spazio. (Ci credo io, con quel banco!) Abbiamo anche detto che ci aggiustavamo, che 2 su 4 sono pure abbastanza bassini - li metti dappertutto - ma Michele non ha sentito ragioni...
Minnie's su piste e separati in casa.
Poi vi racconto com'è andata...
Dal momento che non riesco a passare i miei, ho pensato di aiutare qualcun'altro a superare i suoi esami scolastici... Così stasera i Minnie's vanno a scuola per registrare un pezzo nuovo (titolo provvisorio "Lasciatemi"). La scuola è la SAE di Milano, mica una qualsiasi...
Si parla di una prestigiosa Università dei tecnici del suono riconosciuta in tutto il mondo, in cui giovani aspiranti disoccupati (spesso talentuosi) imparano come registrare i dischi o i live di altri giovani aspiranti disoccupati (un pò meno spesso talentuosi).
Nel caso specifico, Michele (il nostro fonico/benefattore) ci ha affidato il compito di rovinarsi l'esame di fine corso concedendoci la possibilità di registrare GRATIS (parola che ci accende quasi quanto la parola SESSO) un pezzo e vederlo mixato dalle sue abili mani e quelle del suo tutor. Non ho ancora capito se poi noi possiamo scegliere quello che ci piace di più o ci danno due buste da scegliere tipo "Affari Tuoi".
Il bello è che si registra su questo banco

(per i geek all'ascolto: Neve 88D)
Il brutto è che non possiamo suonare tutti insieme perchè non c'è abbastanza spazio. (Ci credo io, con quel banco!) Abbiamo anche detto che ci aggiustavamo, che 2 su 4 sono pure abbastanza bassini - li metti dappertutto - ma Michele non ha sentito ragioni...
Minnie's su piste e separati in casa.
Poi vi racconto com'è andata...
martedì 3 ottobre 2006

Perdere con stile
Se non puoi vincere, non ha senso buttare sangue per cercare di arrivare secondo o peggio ancora, confuso nel gruppo.
Ieri ho trovato sulla Gazzetta dello Sport un interessante articolo su Luigi Malabrocca, ciclista che si è spento qualche giorno fà dalle parti di Pavia. Non conoscevo assolutamente la sua storia di atleta d'altri tempi, di loser con stile, punk ante-litteram.
Mentre il gruppo cercava di stare dietro a Bartali nel giro del 1946, lui correva da solo. Anzi non correva affatto. Come dice l'articolo "Entrava nei bar e non ne usciva più. Si nascondeva nelle scarpate, nei fienili, nelle cantine. Una volta si tuffò addirittura in una specie di pozzo, vuoto, ma un contadino baffuto, la pelle rosolata dal sole, s’insospettì e sollevò il coperchio: "E allora?", gli intimò. "Sto correndo il Giro d’Italia", tentò di spiegargli. Poi risalì sulla bici, affrontò Rolle, Pordoi, Campolongo e Gardena, perché era il tappone dolomitico del Giro d’Italia, infine giunse al traguardo. Ultimo, ultimissimo, maglia nera, nerissima. Era il suo forte, il suo fortissimo".
E così al giro del '46 arriva a 4.9'42" da Bartali: un'impresa.
Nel '47 arriva ancora ultimo, a oltre 5 ore da un certo Coppi... Ma a un certo punto della sua carriera incontra un altro fenomeno, tale Sandro Carollo...
"Era il Giro 1949, Carollo vantava due orette di vantaggio e la tappa finale, Torino-Monza, con arrivo ufficiale a Milano, non proponeva agguati. Ci pensò "il Mala": mentre Carollo pedalava ignaro in mezzo al gruppo, lui approfittò di una foratura, entrò in un’osteria, accettò prima da bere, poi l’invito a casa di un tifoso che gli voleva mostrare una particolare attrezzatura per la pesca, infine si rimise in sella e pedalò al minimo. Un trionfo al contrario: due ore e 20 dietro al vincitore Giovannino Corrieri, due ore e un quarto dietro a Carollo. Ma Luisìn aveva commesso un errore: non aveva previsto che i cronometristi — una volta tanto spazientiti — se ne fossero già tornati a casa, classificando il superitardatario con lo stesso distacco del gruppo. Così fu Carollo a conquistare la maglia nera: 9.57’07" da Coppi contro 7.47’26" collezionati da Malabrocca. E Luisìn, deluso, prese la solenne decisione di abbandonare quella divina commedia umana".
L'articolo si conclude parlando del corridore "vero", dell'uomo capace di vincere 138 corse di cui 15 da professionista, tratteggiando i contorni dell'uomo che scelse di perdere perchè era l'unico sistema per sconfiggere la miseria.
Forse dovremmo fare come Luisìn, smettere di combattere per la semplice sopravvivenza e concentrarci su una sconfitta senza appelli, ma dignitosa.
Per saperne di più:
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2006/10_Ottobre/02/malabrocca.shtml - l'articolo della Gazzetta del 2/10/2006
https://www.ediciclo.it/cart/formbook.asp?id=121 - un libro su Coppi, Bartali, Malabrocca e Carollo
http://www.teatrofilodrammatici.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=159&mode=thread&order=0&thold=0 - uno spettacolo dedicato a Malabrocca allo spazio MIL di Sesto San Giovanni (MI)
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