Tour blog
in collaborazione con www.munnezza.it
25.5 Milano – Via Sismondi
di Luca
Il tour comincia sempre un giorno prima della partenza. Non importa da quanto tempo stai progettando il tuo percorso, se hai già i dettagli di ogni data, se hai caricato il furgone.
La sensazione è sempre e comunque quella caotica da ultimo giro di regali, la sera della vigilia di Natale. Hai presente quando ti accorgi che ti restano ancora quelle 2/3 cose fondamentali da comprare e sono le 7 di sera? Coi negozi che stanno tutti per chiudere, ma tu sei ancora lì, con quel fottuto, inutile oggetto da prendere a tutti i costi…
In realtà, sai già che una volta caricato sul furgone, quel fottutissimo oggetto che stai cercando (che sia un jack, una muta di corde o il cavalletto di camera) finirà sotto chili di altra varia strumentazione, dimenticato per giorni. Confuso con tutto il resto. Eppure, credetemi, c’è sempre un momento durante il viaggio in cui quell’oggettucolo ti salva la vita. E’ per questo che non ne puoi fare a meno.
Sono le 2.30 del mattino quando abbiamo finito di raccogliere tutto il materiale che ci servirà. Questa volta abbiamo deciso di complicarci ulteriormente la vita visto che 9 date per un totale di 4000 km. da percorrere in 9 giorni evidentemente non ci bastavano.
Abbiamo spesso pensato che fosse una buona idea raccontare in qualche modo tutti gli incontri e le dinamiche di un tour. Ci sono personaggi incredibili che attraversano questo mondo: promoter, band, gente coinvolta nella musica. Persone che proprio attraverso la passione per la musica hanno scelto uno stile di vita diverso. Noi che di solito siamo solo spettatori privilegiati di questo spettacolo, abbiamo deciso di farci “mezzo” per fotografare la situazione. Abbiamo fatto un po’ di spazio nel furgone e abbiamo raggiunto quota sette persone: 4 suonano, 2 riprendono, 1 controlla i suoni delle immagini e della nostra musica.
E’ da qui che inizia la storia di questo nuovo tour: le canzoni da suonare per i nostri concerti, più le immagini da riprendere per un documentario sulla musica indipendente.
26.5 Wuerzburg – Immerhin
di Luca
L’appuntamento è fissato nella nostra sala prove alle 9 del mattino. Dobbiamo riprendere il primo carico del furgone. Più che altro perché sappiamo che non sarà mai più così ordinato, né così pulito per le prossime due settimane e bisogna celebrare il momento. Sono quasi le 11 quando siamo pronti e il ritardo è già forte…
(Rui) Milano è bellissima quando vai via, è viverla il problema… ma per 10 giorni questo non sarà un nostro problema. E’ la sesta volta che i Minnie’s suonano in Germania, la prima con me alla batteria. Dai racconti che mi hanno fatto in questi giorni ci sarà da sudare, tanto, ma quel sudare che gocciola soddisfazione. Appena superato il confino con la Svizzera comincia a piovere fortissimo.
Diluvia con raffiche di vento che non ci toccano. Non vi abbiamo ancora raccontato che a sto giro abbiamo uno Sprinter invece dei soliti scassoni. Sembriamo quasi un gruppo vero.
Wuerzburg è l’ideale che tutti noi abbiamo della Germania. Casette colorate, senso d’ordine vuoto e freddo. Il locale dove suoniamo si chiama Immerhin, ed è proprio quello che ci vuole per la prima data di un tour: piccolo, caldissimo, ma ospitale al massimo. Marko è il nostro promoter. Ha organizzato questa e le tre date precedenti dei Minnie’s qui a Wuerzburg. Gestisce il locale da quasi 4 anni è un amico di vecchia data e non ci fa mancare nulla (una cassa di birra). Quando montiamo gli strumenti e proviamo i suoni sono già le nove di sera. Giusto il tempo di mangiare un boccone e bere due birra che i Wallace, il primo gruppo della serata, hanno già iniziato. Noi suoniamo per terzi, dopo di loro e i Verrbrante Erde.
(Rui)E’ una strana sensazione, ma è solo quando partiamo con il primo pezzo che mi rendo conto di essere qui solo per questo: non è solo un viaggio, ma suonare prima di qualsiasi altra cosa. Non riesco a pensare a nulla: vado in automatico.
Il pubblico è caldo, guardo le schiene dei ragazzi che sono davanti a me e sono caldi anche loro.
Suoniamo ferratissimi, non ci fermiamo quasi tra un pezzo e l’altro. Ne facciamo 12 in tutto, compreso un bis ed è trasporto puro. Andremmo avanti, ma abbiamo finito i pezzi e a dire il vero, mi sento esausto. Penso che alla fine non abbiamo suonato né bene né male. Abbiamo suonato bello.
27.5 Zittau – Cafè Emil
di Luca
Dormiamo nel locale dove abbiamo suonato, coi sacchi a pelo a un passo dal piccolo palco dell’Immerhin, ma la sveglia suona presto. La cugina di Marko si sposa oggi e lui ci ha chiesto un passaggio per raggiungere casa sua. Per un pelo rischiamo di ritrovarci a un matrimonio tedesco. Anzi, a un matrimonio bavarese (che è peggio) ma la strada per Zittau è davvero lunga, oltre 600 km. da percorrere in fretta per essere al Cafè Emil (il posto dove dobbiamo suonare stasera) entro le 6. Questo ci costringe a un passaggio veloce alla città natale di Marko, Poppenroth/Bad Kissingen.
Al momento siamo proprio qui, al Cafe Emil, alle prese con una tastiera piena di dieresi e tre casse di birra. Siamo gente che ama i cliche insomma. Domani vediamo di raccontarvi qualcosa di nuovo… Si va ad Amburgo!